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L'estate si sta accomiatando, donandoci gli ultimi momenti perfetti per fare festa in spiaggia e tirare tardi con un bagno di mezzanotte. È il suo canto del cigno. Ma questo non significa che debba finire.

Le coppie che non funzionano le riconosci subito. Hanno intorno un alone malsano di opacità, come fosse un blur che distorce e sgrana l'immagine.

L'Amleto se lo chiedeva nell'opera che porta il suo nome, grazie a una delle scene più famose nella storia del teatro: un teschio in mano, il braccio proteso, lo sguardo perso nei propri pensieri. "Essere o non essere, questo è il dilemma". Trasmutandolo in chiave moderna, suonerebbe decisamente più come "Il rock è morto o non è morto?".

Quando ci sono stati i lock-down e le chiusure adottate per fronteggiare l'emergenza pandemica, quando ci siamo ritrovati chiusi in casa, soli con noi stessi, senza alcuna possibilità di evadere...molte persone si sono riscoperte in possesso di uno specchio distorto di se stesse, un'immagine alterata che veniva restituita dagli sguardi della...

Facciamo un esercizio di fantasia e immedesimazione. Sei nella natura, in uno dei posti più belli che tu abbia mai visto. Può essere qualsiasi luogo, uno che ti ha incantato e lasciato senza fiato: una spiaggia al tramonto, una scogliera con il mare in tempesta, un bosco fitto e muschioso, la vetta più alta di una montagna con l'aria rarefatta...

C'è una festa, da qualche parte nell'universo. Un pianeta lontano che si agita e salta, in una palude fitta di arbusti e cose mai viste dai colori impossibilmente fluo. Non si entra su invito, non si paga un biglietto, non esiste dress-code.

Il déjà-vu è un'alterazione dei ricordi, un fenomeno psichico che ci induce a credere di aver già vissuto il momento che stiamo vivendo ora. Può accadere con gli oggetti, i luoghi, le persone, che pensiamo di aver già visto o già conosciuto, ci risuonano familiari e ci confondono. E può accadere anche con la musica.

"Punk's Not Dead", titola il documentario di Susan Dynner uscito nel 2006 per festeggiare i trent'anni di storia del punk. E "Punk is not dead" è uno stato mentale, più che una celebrazione. Non si celebra qualcosa di vivo, vivissimo. Lo si abita.

Le rivisitazioni, di qualsiasi opera, provocano in noi un almeno iniziale singulto. "Sarà all'altezza? Verrà rovinato qualcosa che amo? Perché voler lavorare sopra a un prodotto che funzionava già benissimo?".

C'è un piccolo paesino, in South Dakota, che affaccia sulle distese infinite di praterie pascolate dagli enormi bufali. Un ragazzo con indosso un giubbotto di pelle e gli stivali a punta sta girando per le strade a bordo della vecchia Ford Thunderbird di suo padre.