La Rivoluzione del Mercato Discografico
Tutto quello che non vogliono farti sapere...

Sta succedendo davvero?

Anche se ormai posso dire di "avercela fatta", anch'io prima di fare della musica il mio lavoro, ho fatto quello che fanno tutti: tantissimissimissima gavetta.

Avrei da raccontarne tante, e se vuoi puoi leggere tutta la mia carriera cliccando qui, ma in queste righe voglio focalizzarmi sul cambiamento radicale subito dal mercato discografico.

Se partiamo dal principio, tornando indietro ai primi anni '90 ho un ricordo tanto nitido quanto impietoso di quanto mi si presentava davanti agli occhi, discograficamente parlando.

Io e i miei amici suonavamo, scrivevamo, registravamo i nostri brani e provavamo a bussare alle case discografiche in lungo e in largo per il territorio nazionale.

La risposta era sempre la stessa: "ecco il preventivo per il vostro singolo!"

Ferma un attimo! Un preventivo?

Ma io credevo che le case discografiche pagassero gli artisti, e non il contrario...

E le cose oggi sono peggiorate, e anche molto.

La discografia sta vivendo la sua più grande crisi, i dischi non si vendono più e le case discografiche non investono più negli artisti. Pensate che il primo "Disco d'Oro" è stato assegnato al primo milione di copie vendute ed ora viene assegnato al raggiungimento di sole 25 mila copie vendute...


Quindi le etichette preferiscono di gran lunga pescare dal banco dei "Talent Show", il cantante o il personaggio di turno che ha già tutta la visibilità che serve e la sicurezza di vendere tot copie di qualcosa che raramente si avvicina ad un'opera musicale.

Lo so, non ti piace. Ma questa è la dura realtà...

Un tempo c'erano i talent scout, gente che ne capiva davvero e che scovava quel talento, nella voce, nella scrittura, nella particolarità di questo o quell'artista. Il cantante veniva messo sotto contratto (quindi pagato) e gli si davano tutti gli strumenti per poter lavorare e crescere artisticamente. "Se son rose fioriranno", dicevano...

Ora la situazione si è completamente ribaltata.

L'artista sceglie e paga il preventivo di questa o quella casa discografica che possa avere le maggiori conoscenze, pubblica il suo bel singolo (spesso si parla di cifre dai 2000 ai 6000 euro...incredibile!) e se son rose fioriranno, dicono...

Ovviamente queste ultime "case discografiche" non sono annoverabili tra le famose Major, che spopolano tra radio e tv e che vi auguriamo un giorno di riuscire a farne parte, ma realisticamente avete le stesse probabilità di vincere al superenalotto...

Uno su un milione ce la fa!

Ok, ok, detta così sembra una visione pessimistica che non porta a nulla e fa quasi passare la voglia di fare musica.

Non disperiamo, e ringraziamo il progresso che ha portato il web nelle nostre case e sui nostri telefonini!

Grazie alle nuove piattaforme di social marketing, anche noi comuni mortali, chiusi nelle nostre stanzette possiamo sbarcare il lunario. Sembra il sogno americano, e infatti lo è.

Moltissimi artisti contemporanei sono venuti alla luce passando dalla fibra ottica. E, se abbiamo davvero qualcosa da dire e da far ascoltare, non sarà troppo difficile emularli.

Alla fine i contenuti sono sempre la cosa più importante. Se riusciamo a conquistare una fetta di pubblico ma i nostri contenuti sono scadenti e le nostre canzoni poco professionali, bruceremo il nostro biglietto per il successo ed il pubblico si dimenticherà presto di noi.

Quindi occorre una buona dose di professionalità, di tecnica, di marketing, di strategia e di perseveranza... e la ricetta è servita!

E se ci fosse una via d'uscita?

Le cose da dire per esaurire questi argomenti sono tantissime e questo non è di sicuro lo spazio adatto per discutere di ciò che un cantante, un cantautore o una band devono affrontare per farsi notare in questo mondo sempre più popolato da cialtroni e mediocrità...

Il mio intento, in queste poche righe, è quello di farvi capire che bisogna fare molta attenzione a chi vi offre successo e gloria a fronte di un pagamento di cifre spropositate, e che invece esiste la possibilità di realizzare prodotti all'altezza delle migliori produzioni anche con piccoli investimenti!

E' importantissimo apprendere le basi e la formazione per realizzare un'autoproduzione ed un'autopromozione che possono portare a costruire una vera e propria carriera musicale e trasformare così la nostra più grande passione nel nostro lavoro, anche se non saremo troppo famosi...

Se vuoi iniziare a fare sul serio, visita subito il sito

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Art Director

Marco Gatti è fondatore e titolare di Artisti Online, etichetta discografica e studio di produzione musicale, attiva dal 2010.

Vanta migliaia di eventi live come cantante solista, con band e diverse formazioni.

La sua passione per la musica gli permette di mettersi in gioco ogni giorno seguendo nuovi artisti meritevoli, dando loro preziosissimi consigli su come costruire la loro carriera musicale.