UNCA JOHN - Midlife Crisis Vanity Project

27.09.2023

Una persona di mezz'età di oggi può offrire un punto di vista sulle cose e sul mondo particolarmente interessante poiché non è così vecchio da aver perso il contatto con la realtà, ma nemmeno così giovane da non comprendere la direzione che stiamo prendendo in quanto società. Da questa posizione di osservatore privilegiata un cinquantenne del 2023 ha vissuto abbastanza per guardare al mondo con un severo occhio critico formatosi grazie alle esperienze della sua vita.

Il resoconto di questa indagine sulla società ci restituisce l'immagine di un mondo assurdo e carico di contraddizioni in cui se da un lato assistiamo alla folle corsa dello sviluppo tecnologico, dall'altro siamo ancora schiavi di fanatici religiosi e cospirazionisti che antepongono il loro punto di vista all'evidenza dei fatti.

Alla luce di queste considerazioni non possiamo non provare un enorme interesse nella visione d'insieme di un professore di economia di mezz'età della periferia di Baltimora che ci offre la sua prospettiva disillusa sulle assurde contraddizioni della società moderna. Stiamo parlando di Unca John che con il suo ultimo album intitolato Midlife Crisis Vanity Project ci mette al corrente delle sue riflessioni sullo stato attuale della nostra esistenza, così moderna e allo stesso tempo così follemente retrograda.

Abbiamo avuto già modo di parlare di questa artista a proposito del suo singolo Replaced By Robot che ci aveva colpito per la sua critica sociale ed il suo linguaggio fantasioso e sarcastico.

L'album è costituito da dieci brani che affrontano i temi più disparati in un'esplorazione schietta riferita senza mezzi termini sulla nostra vita quotidiana. Il sound dell'album è molto vario e mette in evidenza gli stili e gli artisti che hanno ispirato il suo linguaggio musicale.

Il maggiore genere di riferimento è un pop rock dal sapore vintage che sa essere sia aggressivo che riflessivo pur mantenendo una solarità di base che va volutamente a cozzare con la serietà degli argomenti trattati. La bellezza ed il valore di questo album emergono quindi dal contrasto tra quanto detto ed il modo in cui questo viene comunicato.

Dall'iniziale How The Hell?, che combina abilmente hard rock e suggestioni folk rock anni '70, fino Honey Girl, che si presenta come una ballad anni '50 e passando per la psichedelia di Song In My Head siamo colpiti dal modo in cui Unca John riesce a padroneggiare i vari stili con grande maestria e originalità consegnandoci un'opera variopinta e matura.

Che si sia d'accordo o meno con il suo punto di vista, l'ascolto di questa raccolta di brani non può lasciare indifferenti.

Un album che ci sentiamo di consigliare per la sua forma ed i suoi contenuti, davvero notevole!