TOMM - ATLAS

06.09.2023

L'immagine di noi che mostriamo in pubblico è quella che consideriamo più consona alla convivenza sociale. Dentro di noi però si agitano molti istinti, anche contrastanti tra loro, che cerchiamo di reprimere. 

Alcuni di questi aspetti ci fanno provare vergogna ed è per questo che cerchiamo di mitigarli, mentre altri possono rappresentare un lato buono di noi, uno di cui andare fieri, ma che non mostriamo o per eccessiva timidezza o per non intaccare la corazza che ci siamo costruiti per difenderci.

E' come se in noi albergasse un alter ego che si manifesta raramente e che agisce in modo diametralmente opposto alla nostra usuale condotta. Quando questo accade siamo portati a scusarci per il nostro comportamento e ci ripromettiamo di comportarci meglio in futuro.

L'introduzione di questo articolo è ispirata al concept che è alla base dell'ultimo album di Tomm intitolato Atlas. In questo intenso album di nove pezzi l'artista italiano ci offre un viaggio conoscitivo del nostro alter ego che viene accuratamente indagato attraverso suggestioni new wave e psych rock, con incursioni nel grunge e nel noise.

Il pezzo che apre le danze è Mr. Hide che si impone come un perfetto biglietto da visita per l'intero album. La traccia ha i toni freddi e scattosi della new wave. L'atmosfera che domina il brano è misteriosa ed introspettiva e in alcuni momenti ci tornano in mente i Litfiba di Desaparecido. Il brano esplora non senza una certa dose di esuberanza e personalità il male che si trova in tutti noi, pronto a manifestarsi.

Il pezzo successivo è Love Potion. Una intro strisciante ci porta rapidamente alla strofa che si ispira alla musica mediorientale e al rock di Seattle della prima metà degli anni '90. Con Kintsugi siamo alle prese con una traccia dai toni ipnotici ed ossessivi che si sviluppa attraverso una narrazione affascinante che ci trascina al centro di un vortice di suoni fumosi che ci tiene incollati alle casse dello stereo.

From Medicine To Drug è una ballad allucinata che affronta il tema delle droghe. Quello che ci colpisce in questo brano è l'originale arrangiamento, costruito intorno al lavoro delle chitarre che accompagnano la voce con incursioni melodiche dissonanti e fantasiose.

The Legend Of The Mothman è un brano semi-acustico in cui emerge una scrittura matura e originale affiancata ad un lirismo ricercato che esprime il concetto della bellezza interiore che si nasconde in un ragazzo considerato non attraente.


It's Just Blood è un brano che si ispira alla musica dark anni '80. L'atmosfera della canzone oscilla tra toni tristi e sprazzi di luce e speranza che si mescolano in una miscela di grande impatto, coinvolgente e romantica.

Il nostro viaggio prosegue con The Liver Is The Cock's Comb, un brano che attinge nuovamente ai suoni misteriosi e serpeggianti della new wave in cui sentiamo però emergere in modo deciso l'impronta stilistica di Tomm, soprattutto nelle linee melodiche della voce, ricercate e mai scontate.

Whatever è un movimentato pezzo che mescola sapientemente il rock alternativo dei primi anni duemila al noise. Ottimi i riff di chitarra e basso elaborati attraverso il ronzio del fuzz.

Il disco si chiude con Dr. Jekyll. Con questo pezzo elettro pop viene chiuso il cerchio concettuale dell'intero album, Mr. Hide finalmente si ritira tornando nel profondo del nostro inconscio e lasciando di nuovo il ruolo di pilota al Dr. Jekill.

Un disco pieno di idee che ci mostra il talento di un artista dotato e ispirato, davvero un ottimo lavoro.