S J DENNEY - The Moods That Follow EP

19.11.2022

S.J. Denney, polistrumentista inglese comincia il suo viaggio nel mondo delle canzoni da piccolo. Impara a suonare il clarinetto poco dopo i dieci anni di età e fa parte della sua formazione artistica l'esperienza in alcuni ensemble vocali. I suoi punti di riferimento principali non possono che essere i Beatles e Neil Young, come è facile intuire ascoltando i brani raccolti nel suo ultimo la voro in studio composto da quattro pezzi ed intitolato The Moods That Follow.

L'intero Ep si vanta di una grande varietà di suoni che diversificano il mood delle varie canzoni vestendole di un colore rispetto ad un altro a seconda del messaggio e dell'atmosfera che l'artista vuole comunicare. 

Da questo suo approccio alla scrittura si intuisce la preparazione e il gusto di un personalità poliedrica che combina gli elementi a suo piacimento creando delle situazioni sempre nuove.

La traccia che apre il quartetto di brani si intitola The Art Of The Possible, una sorta di ballad dal sapore agrodolce che si insinua attraverso il suo incedere pacato, ma deciso nelle orecchie dell'ascoltatore. La canzone è arricchita da alcuni passagi eseguiti dagli archi e da un Sax che contribuiscono a creare un'atmosfera sognante.

Il secondo pezzo che ci viene proposto, dal titolo A Silent Scream, presenta un tempo un po' più sostenuto e di cui l'originale arrangiamento fa tornare alla mente il sapore di alcune composizioni dell'ultima produzione dei Beatles. Quell'aria quasi surreale e sospesa in cui fanno la loro comparsa strumenti bizzarri ed inusuali come i flauti. Decisamente un brano interessante.


I Don't Know iI This Changes Things si presenta come un brano molto ricco da un punto di vista della strumentazione utilizzata. Nel procedere del pezzo sentiamo aggiungersi alla voce del cantante, che in questa occasione si affida ad una chitarra baritona, una tromba suonata con la sordina, il pianoforte ed altri strumenti che impreziosiscono la composizione.

In The Dying Light, chiude l'album, è un brano decisamente differente dagli altri proposti in questa raccolta. Come accennato all'inizio di questa recensione Denney sceglie sempre con cura gli strumenti da utilizzare in funzione di quella che è l'aura e l'atmosfera che intende costruire.

Questa canzone ha un accompagnamento ritmico che consiste in degli ostinati di tamburelli ed altri strumenti tradizionali dell'india. Ci troviamo infatti al cospetto di una canzone dalle reminiscenze Mediorientali come sottolinea il Sitar che primeggia per tutta la durata del brano rendendolo quasi atonale. Il cantato di conseguenza diventa una sorta di Mantra che può ricordare il Raga Indiano appunto.