KNÚT - Vit sótu við havið

18.10.2023

Immaginiamo di trovarci su un'isola in mezzo all'oceano. Se riuscissimo a trovare una postazione d'osservazione sufficientemente elevata lo spettacolo che si presenterebbe davanti ai nostri occhi sarebbe quello di un'enorme distesa d'acqua che si estende fino all'orizzonte. Ovunque volga il nostro sguardo troveremmo soltanto il mare che si agita sotto la dolce spinta del vento.

Il cielo ha lo stesso colore dell'acqua e sembra unirsi al mare come in un abbraccio passionale in cui non si riesce più a distinguere dove inizi uno e finisca l'altro. Davanti alla perfezione e alla maestosa bellezza della natura l'uomo scompare. Quella vista sublime ci riempie gli occhi ricordandoci quanto siamo piccoli ed insignificanti su questo pianeta.

La scena descritta nell'introduzione di questo articolo ci è stata ispirata dall'ascolto dell'ultimo singolo di Knút intitolato Vit Sótu Vid Havid. In questo affascinante brano l'artista faroese rende omaggio a quel magnifico oceano che circonda la sua isola, testimone millenario di un'antica saggezza e incarnazione della forza incontrastata della natura.

Il titolo del brano può essere tradotto con Eravamo seduti in riva al mare e l'emozionante musica proposta nella canzone ci fa compiere un viaggio tra quel blu intenso che ha ispirato centinaia di artisti da sempre.

La canzone si apre con una dolce ritmica di chitarra acustica su cui intervengono pianoforte ed archi a creare una dimensione sognante e immaginifica. I violini eseguono dei trilli che suggeriscono il movimento ondulatorio della superficie marina provocato dal vento.

La batteria si unisce a questo gioco sonoro assecondandone la cadenza e gli accenti degli strumenti con un accompagnamento che sembra simulare l'oscillazione di un'imbarcazione in balia delle onde. La voce di Knút entra in scena con il suo timbro compito e pacato, intonando una melodia dolce e rilassante.

Il sound del brano sembra ispirarsi alla musica country-blues, ma riscontriamo una non definibile influenza folk che conferisce alla traccia un'aria picaresca. Dopo qualche verso arriviamo al ritornello in cui i toni si gonfiano come la marea che si alza sommergendo gli scogli al largo della costa. C'è un romanticismo intimo ed universale che anima il brano che procede nel suo oscillante moto perpetuo.

Dopo il secondo ritornello c'è una variazione che determina un cambio di rotta nel ritmo che si fa più regolare. Questa sezione strumentale si riempie di suoni evocativi degli elementi naturali che si scatenano.

Abbiamo l'impressione di trovarci in mare aperto tra le onde che ci trasportano con violenza, spinte da un vento freddo e implacabile. Questa emozionante parentesi ci riporta alle suggestioni iniziali con un'ultima strofa che chiude elegantemente la traccia.

Un brano magnifico che possiede uno straordinario potere descrittivo.