GARLAND KELLEY - Mortal

21.08.2023

Ogni essere vivente per definizione è destinato un giorno a morire: piante, animali e non ultimo l'uomo. A voler essere estremamente cinici, se ci pensiamo bene, cominciamo a morire dal giorno in cui nasciamo. Quella che chiamiamo crescita in realtà è un processo di invecchiamento che ci porterà alla morte. Questa è una legge universale che vale per qualsiasi vita.

In questo universo siamo tutti meteore che si spegneranno perché esistenti. Appena nasciamo è già troppo tardi, il processo si è innescato. Non c'è niente da fare, ogni cosa che inizia ha una fine e percorriamo tutti un sentiero a senso unico. 

Se da un lato questa ottica fa apparire futile la nostra esistenza è anche vero che in virtù di questa caratteristica non ha senso neanche soffrire per qualcosa che comunque finirà.

Le considerazioni esistenzialiste in apertura di questo articolo sono l'argomento centrale dell'ultimo singolo di Garland Kelley intitolato Mortal. In questa ballad indie-rock il cantante di Nashville esplora il tema della futilità mondana, non con l'intento di deprimere l'ascoltatore, ma con la volontà di relativizzare la pesantezza della vita e offrire una nuova prospettiva. Mortal è il primo singolo estratto dall'omonimo disco di prossima uscita.

Un articolato tema di chitarra apre il brano conducendoci in un ambiante sereno, ma velato da una leggera malinconia. La voce di Garland si inserisce in questa gioco di note che si arricchisce mano a mano che il pezzo procede.

Garland ha un timbro di voce brillante e coinvolgente che si lega alla perfezione con i toni squillanti della sei corde. Il sound del brano prende in prestito alcuni elementi dalle sonorità degli anni '90 creando un arazzo sonoro edificante e di grande fascino.

La melodia della voce è molto dinamica e si muove agile tra note alte e basse. Il lavoro delle chitarre è magnifico, alternando fraseggi all'accompagnamento in un dialogo sonoro vivace e mai statico. Nella seconda metà del brano c'è un'interessante variazione in cui i toni espressivi si placano per poi tornare a salire in un emozionante crescendo che sfocia in uno struggente assolo di chitarra.

Questa incursione solista ci riporta al ritornello finale che chiude elegantemente il brano. Il testo della canzone evoca immagini poetiche che vengono dipinte con sincerità, una contemplazione oggettiva della nostra esistenza.

Si percepisce un senso di accettazione maturato grazie alle proprie esperienze personali, che hanno portato alle consapevoli conclusioni che abbiamo esposto all'inizio di questa recensione.

Che dire, un pezzo bellissimo che ci mette in trepida attesa del suo prossimo album!