
SCOTT'S TEES - We Move As Fast As Storms Allow
Hai presente quelle scene di film con il protagonista che, mestamente, ha lo sguardo rivolto fuori alla finestra mentre cade un'incessante e triste pioggia, con una musica di sottofondo che amplia quella sensazione di malinconia? Ecco, "We Move as Fast as Storms Allow" di Scott's Tees, artista di Edmonton, sembra essere la canzone perfetta per questa scena appena descritta.

Nella canzone riecheggiano piuttosto chiaramente le influenze dei Pearl Jam, degli Alice in Chains e dei Soundgarden, ma Scott dà personalità e carattere al suo sound fondendo la grinta dell'alt-rock con la sensibilità folk, il tutto condito da una spolverata di grunge. Una delle peculiarità della canzone è rappresentata da quelle armonie inquietanti che animano il ritornello e che scavano a fondo nell'anima dell'ascoltatore.
I testi poetici di "We Move as Fast as Storms Allow" aprono ferite che pensavamo fossero guarite, ma non è un puro esercizio di "sadismo". Perché guardare alla tristezza passata ci aiuta a capire se abbiamo davvero esorcizzato e superato quel dolore. La musica ci culla con la sua vulnerabilità, immergendoci in uno stato mentale di profonda riflessione e catarsi personale.
"We Move as Fast as Storms Allow" fa riferimento alle turbolenze emotive che sconvolgono la nostra vita e che fanno parte delle esperienze vissute, sia individuali che condivise. Come le tempeste, anche le nostre esperienze ed emozioni si muovono al loro ritmo. Noi non possiamo controllarle: l'unica cosa che possiamo fare è fluire con esse. Allo stesso modo non possiamo impedire ai problemi di crescere come radici, possiamo solo accettare che le cose vadano come devono andare.
Scott mette in evidenza le sue fragilità, così come quelle dell'ascoltatore, ma questa canzone è un porto dove rifugiarsi per trovare un po' di consolazione. Viviamo tutti questa condizione di debolezza, quindi sentire questo senso di affinità in una canzone ci fa sentire meno soli.
A rendere ancora più intima questa canzone, registrata nella camera da letto dell'artista, è l'approccio lo-fi, che rende i suoi testi più sinceri, veri, onesti. La produzione grezza si sposa perfettamente con la prosa autentica e introspettiva del brano.
Sin da subito l'artista crea un dialogo silenzioso con l'ascoltatore grazie a una chitarra elettrica e una chitarra acustica molto profonde. Le linee di synth astrali creano un'atmosfera quasi onirica e infatti la stessa canzone inizia con questa frase dagli echi atmosferici che evocano un sogno: "Mi sono addormentato con tutte le cose che avevo in mente…".
Una canzone che resta dentro, soprattutto a chi sta vivendo un momento di vulnerabilità e cerca solo qualcuno o qualcosa con cui condividere la propria tristezza.
