RUIZ! - Love Is Blind

24.03.2023

Quando una storia d'amore va in frantumi sono molte le dinamiche che possono innescarsi nella mente di chi è stato abbandonato. Molte persone cercano disperatamente qualcun altro perché incapaci o spaventate dall'idea di rimanere da sole, altre incassano il colpo e continuano con la loro vita. 

Ci sono poi individui che non ammettono a sé stessi che quella storia sia finita e mettono in atto un meccanismo mentale di difesa per impedire che la verità li ferisca. In questo tipo di persone questa dinamica avviene anche prima che la relazione finisca. Facendo finta di non vedere la realtà le si impedisce di farci del male e di farci ammettere che la storia sia già finita.

L'ultimo singolo dell'artista Ruiz intitolato Love Is Blind parla esattamente di questa dinamica che si mette in atto quando una storia finisce. Si fanno cose per impedire alla verità di raggiungerci e farci impazzire anche se questo significa essenzialmente mentire a sé stessi.

Love Is Blind è il primo singlo del 2023 di questo artista che aveva già attirato la nostra attenzione con i singoli precedenti come The Human Touch che ci aveva colpito per la qualità della musica e la profondità dei testi. Con l'avvento della pandemia Ruiz ha imparato ad essere musicalmente autosufficiente, occupandosi in prima persona di tutti gli strumenti e delle parti vocali. Questa esperienza ha senza dubbio aperto un nuovo capitolo nella sua carriera di musicista.

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Il brano che stiamo ascoltando è un'interessante commistione di indie-rock e di musica elettronica. Un brillante tema viene eseguito dalla chitarra elettrica mentre la batteria elettronica detta il beat del pezzo. La voce di Ruiz interviene cantando una sorta di prologo del testo che viene seguito dalla strofa vera e propria. Il tessuto sonoro della traccia appare molto ricco.

Molti suoni di tastiera si sovrappongono ed anche la linea vocale è spesso doppiata da una seconda voce che armonizza i passaggi fondamentali. L'accompagnamento di fondo ha una forte influenza elettro-pop anni '80, mentre il lavoro di chitarra si ispira al rock alternativo dei '90.

Il risultato è un sound che appare sia moderno che contemporaneo e che risulta molto efficace in termini di resa sonora. La storia che racconta il brano trova compimento nell'atmosfera agrodolce che permea la traccia in cui assistiamo ad un alternanza di passaggi con accordi maggiori e minori che danno l'idea di quella confusione mentale conseguente ad una rottura.

Nonostante il brano appaia volutamente freddo e asettico è inevitabile non notare una certa vitalità rappresentata dalla chitarra elettrica che si impone come unico elemento di verità in una bugia autoraccontata. Una sorta di voce della coscienza che preme affinche la verità, anche se dolorosa, emerga. Nei prossimi mesi uscirà un intero album di Ruiz e noi non vediamo l'ora di ascoltarlo.