
OpCritical - USA
Che fine ha fatto il sogno americano? Dov'è finita quella nazione che, fino a qualche tempo fa, rappresentava il simbolo della libertà? Dove sono gli ideali di democrazia e i diritti civili che gli Stati Uniti difendevano con così tanto ardore? Perché gli USA esportano la democrazia a suon di bombe, guerre, morte e distruzione?
Domande che si pongono gli OpCritical nella loro ultima canzone "USA", dove senza mezzi termini e senza alcun timore "reverenziale" mettono alla berlina la politica guerrafondaia di Trump, ma allo stesso tempo ne denunciano gli orrori, invitando le persone a muoversi, a svegliarsi, a ribellarsi contro questa violenza cieca che il tycoon sta disseminando in tutto il mondo.
Ascoltando la canzone è sembrato di tornare indietro agli anni '60 e '70, quando i più grandi musicisti di quel tempo sfornavano canzoni di protesta contro le guerre, in particolare contro quella in Vietnam. Gli OpCritical incarnano perfettamente quello spirito e canalizzano la loro rabbia nel video distopico della canzone, che mette insieme immagini disturbanti alla "Paranoid Android" dei Radiohead, visioni grottesche degne di "Black Hole Sun" dei Soundgarden e la denuncia sociale e anti-militarista che richiama la furia dei System of a Down.
Il video utilizza in modo sarcastico e ironico, anche se è più uno humor nero, centinaia di grafiche, slogan e immagini "a stelle e strisce" per sottolineare la follia che domina il paese. "Viviamo in un posto folle, non mi piace quello che vedo, che vergogna, il nero è bianco, il sopra è sotto, tutto sotto i miei occhi" – così canta la band, a voler sottolineare i tempi bui che stiamo vivendo.
Eppure questa descrizione caotica viene in parte stemperata da strofe piene di speranza, che invitano a "rialzarsi, combattere, svegliarsi, agire e farsi avanti per poter ritrovare la strada giusta". L'invito è quindi di denunciare sempre le ingiustizie, di agire, insomma di fare qualcosa di concreto.
In "USA" infatti non ci sono solo rabbia e critica al sistema americano, ma in sottofondo resiste, anche se flebile, un filo di speranza che non vuole spezzarsi. Gli OpCritical, mescolando punk e rock, lanciano un grido d'allarme dirompente, un invito a tutti gli americani a riunirsi per riconquistare la democrazia, un tempo fiore all'occhiello degli Stati Uniti.
La musica ha un suono grezzo e potente, che sembra ispirarsi al genere garage rock. Ed è un effetto voluto perché gli OpCritical vogliono che "USA" risuoni vera e sanguigna, per ricordarci le brutalità che stanno avvenendo negli Stati Uniti, ma in generale in tutto il mondo. Il ritmo è costante, mentre le chitarre sono taglienti e spigolose, creando un muro di suono volutamente opprimente, per spingere le persone a liberarsi dalle catene dell'indifferenza. Questa è solo una delle tante canzoni tematiche che hanno in cantiere gli OpCritical, che invitano gli ascoltatori a trasformare un periodo storico oscuro e vergognoso in un nuovo inizio pieno di speranza e di luce.
