MYKUNGFU - Hesitate

09.03.2026

Raggiungere la felicità può farci quasi paura per tanti motivi: perché pensiamo di non meritarla, come ci racconta la sindrome dell'impostore, perché temiamo di perderla un attimo dopo averla abbracciata o forse perché in cuor nostro siamo certi che è solo un'illusione. Per questo motivo le persone, quando sono a un centimetro dalla felicità, esitano e non fanno quel passo necessario per raggiungerla.

Questo è il concetto che viene espresso delicatamente, ma con grande incisività, nel brano "Hesitate" di My Kung Fu, il progetto nato nel 2008 dietro al quale si cela il musicista svizzero Domi Schreiber. Da allora il progetto si è arricchito sempre di più e l'artista si è costruito un nome in Svizzera grazie alla collaborazioni come chitarrista, tastierista e corista per HNO, William White, Lesley Meguid e Jaël.

"Hesitate" è un brano vagamente malinconico, ma in parte anche ballabile, e racconta di quell'infinita esitazione che prova ogni persona quando sta per intraprendere la strada verso la felicità, che sembra così vicina eppure così lontana. Il brano inizia con un'atmosfera leggera e contagiosa, che seduce subito l'orecchio dell'ascoltatore, invitandolo a partecipare a quel viaggio musicale che si annuncia intrigante e pieno di contenuti autentici.

La chitarra detta un ritmo leggero e fresco, stabilendo con estrema facilità un contatto diretto e immediato con l'ascoltatore. Il brano piace e funziona proprio perché parla un linguaggio semplice, che entra direttamente nel cuore di chi ascolta, senza usare scorciatoie o vie traverse. In questo processo gioca un ruolo importante il testo, che usa anch'esso parole semplici per spiegare che la felicità, in fondo, è meno complessa di quanto possiamo credere: siamo noi che ci divertiamo a complicarla.

"Potrei chiamarti ogni martedì, quando i nostri giorni saranno passati""Hesitate" inizia con queste parole, che descrivono con un filo di sottile ironia la nostra capacità di complicare le cose. Il musicista canta che potrebbe chiamare martedì, quando ormai è tardi… Perché non chiamare sabato? È evidentemente una metafora, che spiega perfettamente che l'esitazione ci fa perdere grandi occasioni, perfino l'opportunità di essere felici.

Molto suggestivo anche il video musicale, estremamente minimal, per seguire la logica del testo e della musica che punta tutto sulla semplicità. My Kung Fu, noto per i suoi concerti live basati sull'improvvisazione e sull'imprevedibilità, compare sul palcoscenico di un teatro vuoto a suonare la sua chitarra acustica insieme a un altro musicista, che lo accompagna suonando una serie di strumenti che si sposano perfettamente con la sua voce.