
MARTIN LLOYD HOWARD Rapids
Le onomatopee sono parole che riproducono o evocano un suono particolare. Oltre ai classici versi degli animali, come bau, miao o grrr, ci sono parole che richiamano le azioni, come din don, patatrac o boom.
Ebbene, anche la musica, in un certo senso, può essere onomatopeica, traducendo in note musicali versi, azioni o attività. Ed è proprio quello che ha fatto il chitarrista inglese Martin Lloyd Howard nel suo ultimo pezzo, "Rapids", che ha tradotto in musica il suono dell'acqua.
Dietro questo brano, estremamente semplice nella sua composizione, poiché ha nella chitarra classica l'unico strumento protagonista, c'è però una storia piuttosto curiosa. Martin infatti si stava semplicemente esercitando con la sua chitarra, per allungare la mano sinistra sulla tastiera e rafforzare la destrezza delle dita, in particolar modo del mignolo, spesso sottovalutato quando si suona.
Poi però, con i cambi di tempo e l'evolversi di note piuttosto evocative, l'artista si è reso conto che, involontariamente, stava ricreando l'energia irrequieta dell'acqua, che a volte scorre imperiosa e a volte si acquieta in placide pozzanghere. Così Martin ha iniziato a lavorare sulla canzone, dove la musica si apre con un forte senso di dinamismo, tipico dell'acqua. Il rapido movimento delle dita nelle prime note riflette il flusso turbolento dell'acqua che si infrange contro le rocce.
Man mano la composizione rallenta, fino quasi a fermarsi, ricreando l'immagine di un'acqua cheta che "riposa" nelle pozzanghere. Poi, verso il finale, il flusso musicale torna a scorrere veloce e impetuoso, proprio come le rapide di un fiume. Da qui il nome della canzone, "Rapids".
Da un punto di vista musicale, l'artista, forte della sua esperienza, dimostra una grande padronanza del ritmo per tutta la durata dell'esecuzione. La chitarra produce un suono caldo, a tratti ipnotico, che ricrea il corso sinuoso di un fiume, prima rapido, poi lento, poi di nuovo rapido. Il ritmo scorre in modo fluido, permettendo all'ascoltatore di seguirlo in modo naturale e dinamico.
Benché sia evidente la formazione classica di Howard, ben udibile nella chiarezza della tecnica, si avverte anche una semplicità quasi folk, che rende il brano facilmente accessibile a qualsiasi ascoltatore. La musica, in "Rapids", invita all'immaginazione e alla fantasia. Ascoltando questo brano, si ha la sensazione di trovarsi realmente lungo il letto di un fiume, osservando l'acqua che scorre impetuosa, si infrange sulle rocce e poi riprende il suo percorso fino a placarsi in correnti tranquille.
"Rapids" ci ricorda che anche il concetto più semplice, come un esercizio musicale per le dita, può trasformarsi in qualcosa di poetico se guidato dalla creatività, dall'immaginazione e dal talento.
