
JOEY SACHI - Rise
Joey Sachi porta poesia e R&B anni '90 nel nuovo EP "RISE"
Amore, perdita, riconnessione: sono tutti temi che, prima o poi, attraversano le nostre vite e con i quali dobbiamo fare i conti. Temi che Joey Sachi, artista cresciuta a Sydney e residente a Tokyo, ha deciso di esplorare attraverso un caleidoscopio di emozioni e sonorità colorate, oscillando tra poesia e lirismo. Dalla collaborazione con il produttore AKINAT è nato "RISE", un EP di 4 canzoni fortemente interconnesse tra di loro.
La canzone che apre le danze è l'eterea "Circuits", caratterizzata dalle sonorità dell'R&B degli anni '90. È un brano morbido e ipnotico, sul quale fluttua leggera la voce di Sachi con un ritmo in sottofondo che simula un battito cardiaco lento ma profondo.
Il secondo pezzo è "Grace", dove il sound diventa ancora più esoterico e misterioso, mentre la voce dell'artista è morbida, vellutata ed enigmatica, come se volesse inviare un messaggio segreto tra le sfumature delle note e delle parole.
Joey, a proposito di questo brano, ha detto che è un'ode a quelle persone che aiutano gli altri a cambiare il modo in cui vedono il mondo.
"Volevo che sembrasse un respiro profondo, un tipo di amore semplice. È una promessa silenziosa di guardare la vita in modo diverso, persino di cambiare prospettiva, di vedere la bellezza in ogni piccola cosa".
"Grace" è quindi un invito a fermarsi in questo mondo schizofrenico, per apprezzare realmente i piccoli momenti, le piccole gioie, le piccole inezie che però fanno davvero la differenza.
La terza tappa dell'EP è "Back to Square One", un brano che racconta del doloroso ma catartico momento in cui bisogna separarsi dalla persona amata e ricominciare daccapo. Joey spiega che non solo si può ripartire da zero, ma che lo si può fare in tanti modi diversi. Sta a noi capire quale strada intraprendere, senza interferenze e senza influenze esterne.
Si chiude il sipario su questo spettacolo musicale con "7 Seconds", che inizia con un enigmatico dialogo parlato su synth a tratti inquietanti che termina con questa frase:
"Cosa significa l'amore, signor Wearing?"
Il brano è ispirato alla storia del musicista classico britannico Clive Wearing, affetto da una forma di amnesia verso la fine della sua vita.
Anche in una storia così tragica c'è qualcosa di puro e magico: l'amore. La moglie Deborah infatti è rimasta costantemente al suo fianco, costruendo con lui un legame profondo che, nonostante la perdita di memoria del marito, si resettava ogni 7 secondi.
Pur nella sua esistenza frammentata, Clive Wearing ha sempre trovato conforto nell'amore sincero di sua moglie. Così è nata "7 Seconds", una canzone che esplora la bellezza divina di un amore profondo, capace di resistere a tutti i flussi e riflussi della vita, come uno scoglio indistruttibile che resiste dinanzi alle onde più burrascose del mare.
