
JAMES SHUMWAY- So Glad You're Mine
Dinanzi all'altare i futuri sposi, uniti in matrimonio, si fanno promesse e si scambiano giuramenti eterni. Ma, nella realtà, quante di quelle promesse vengono realmente mantenute dagli innamorati? Quanti prestano fede fino in fondo ai giuramenti fatti?
Queste sono le domande che si pone James Shumway, compositore e pianista pluripremiato, nella sua ultima "So Glad You're Mine".
James però ci dà una lettura positiva dell'amore e preferisce concentrarsi su quegli amori eterni, dove le promesse vengono realmente mantenute.
Il brano è disponibile in due versioni, una solo col pianoforte e un'altra con pianoforte e archi, ed evoca la tenerezza, la devozione e quel silenzioso stupore di amare profondamente qualcuno. Perché amare non è affatto così scontato come potremmo pensare.
Il brano ha un avvio soft, con il violoncello, il violino e il pianoforte che si fondono in una morbida armonia, come a voler descrivere un amore adolescenziale che sta sbocciando.
Poi sale in cattedra il pianoforte, che offre un assolo lento e tenero, come se qualcuno prendesse silenziosamente l'ascoltatore per mano per accompagnarlo in un viaggio nell'universo dell'amore.
La melodia è impreziosita da toni caldi e delicati, mentre l'armonia resta radicata nel linguaggio classico, dove si percepiscono le chiare influenze di mostri sacri come Beethoven e Rachmaninoff, con accordi lussureggianti e una leggera tensione simile a quella che si percepisce tra due innamorati alle prime uscite.
Poi gradualmente crescono gli archi, ma non esplodono: sbocciano con delicatezza, suonando una melodia che simboleggia il primo amore, quello che fa battere il cuore e fa sentire le farfalle nello stomaco.
"So Glad You're Mine" prosegue con un crescendo musicale, alternato da pause sottili, che rispecchiano la gratitudine di amare e di essere amati.
Il brano è intimo e personale, ma allo stesso tempo universale, poiché ogni ascoltatore può rileggere nella canzone la sua storia d'amore.
Quando la musica raggiunge il suo apice, l'arrangiamento per una breve pausa si ritira, dopodiché gli archi ritornano con un suono ancora più ricco e deciso, sollevandosi con grazia. La canzone scivola verso un finale che racconta un amore "definitivo", incorruttibile ed eterno, mentre le ultimissime note somigliano molto alle parole "e vissero felici e contenti" tipiche di una favola con l'happy end.
"So Glad You're Mine", qualora ce ne fosse bisogno, mette in mostra la straordinaria padronanza tecnica del pianoforte da parte di James, abbinata a una fine intelligenza emotiva al servizio di una narrazione melodica che scalda i cuori ed elogia l'amore, quello vero ed eterno con la A maiuscola.
