FILIP DAHL - Flying High

29.04.2026

"Punta sempre alla luna, mal che vada avrai camminato tra le stelle". Questo è il primo pensiero che emerge dopo aver ascoltato "Flying High", brano scritto da Filip High, artista nomen omen che sembra incarnare perfettamente la tensione verso l'alto evocata dal suo stesso nome.

Prima di entrare nel cuore di questa ballata blues rock strumentale, è utile ripercorrere il percorso artistico che ha portato alla nascita di un brano così suggestivo e dai tratti quasi onirici. Filip si affaccia negli anni '70 sulla scena rock norvegese, ancora in fase di definizione, distinguendosi fin da subito come chitarrista per la sua presenza scenica e per un approccio già fortemente espressivo. In questo periodo milita in diverse band, sviluppando un rapporto sempre più profondo con il suono.

Negli anni '80 inaugura una nuova fase fondando i Brygga Studio a Trondheim, che si trasformano rapidamente in un vero e proprio centro creativo, contribuendo alla crescita della produzione musicale norvegese tra gli anni '80 e '90. In questo contesto Filip opera sia come musicista che come ingegnere del suono e produttore, mantenendo un equilibrio tra competenza tecnica e sensibilità artistica.

Con l'inizio del nuovo millennio, l'artista si allontana progressivamente dalla scena, in un momento storico in cui la musica sembra orientarsi verso dinamiche più artificiali e meno emotive. Il ritorno arriva nel 2016, segnato dall'album "Black Angel & White Demons", che rivela un lato più intimo e riflessivo della sua identità musicale.

Nel 2023 nasce il progetto Transcending Into the Unknown, realizzato insieme al fratello Robert "Pzyroks" Dahl e al figlio Stian Dahl, una proposta che fonde blues rock, progressive rock, influenze neoclassiche e metal, ampliando ulteriormente il suo orizzonte sonoro.

Arriviamo così a "Flying High", un brano che rinuncia alle parole per affidare tutto il racconto alla chitarra, vera e propria voce narrante. L'introduzione è affidata a un arpeggio luminoso, seguito dall'ingresso di batteria e pianoforte, che costruiscono un tappeto sonoro etereo e sospeso.

La chitarra di Filip crea un contrasto dinamico con la struttura più rilassata della base, guidando l'ascoltatore in un percorso che sembra elevarsi progressivamente. Le atmosfere diventano sempre più ipnotiche, in linea con le immagini del video, mentre gli assoli si impongono come momenti centrali del brano: prima morbidi e avvolgenti, poi sempre più intensi fino a un finale in cui le sonorità elettriche si espandono completamente.

Il risultato è un pezzo strumentale capace di attraversare il tempo, costruito su una narrazione musicale coerente e su una forte identità espressiva, in cui ogni elemento contribuisce a creare un'esperienza di ascolto immersiva e profondamente emozionale.

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